Il mazzo di carte con gli scrittori

“Tra le carte che occupavano il suo piccolo archivio c’erano le schede dei libri della biblioteca d’istituto. Non ricordo chi ci aveva dato l’incarico di fare un po’ d’ordine. Nichi si era messo a separarle in vari mucchi per ordinarle secondo gli argomenti dei corsi di studio offerti dall’istituto di lingua e letteratura inglese.

“Abbiamo venti volumi di Francis Scott Fitzgerald.”
“E un solo volumetto della Sontag.”
“Biblioteca del cazzo!”

Dopo un po’ i mucchietti acquistarono un senso diverso. C’era il gruppo degli “sputtanati”, quello degli “innovatori”, il gruppo dei “lacché”, quello degli “omosessuali” e anche quello dei “veramente grandi” che guardavamo con rispetto. Io e Nichi abbiamo messo Pound, contro il parere di tutti che mal accettavano un fascista tra i “geni”. Un altro, intanto, divideva i gruppi in sottogruppi secondo la materia: teatro, poesia, narrativa, saggistica…

A un tratto tutto si è trasformato in gioco. E le schede sono diventate un mazzo di carte. I geni erano gli assi, i tre gli innovatori, i sette i “culi”, i due gli sputtanati. E i semi delle carte erano le materie. Si gioca un po’ a briscola, un po’ a scopa. Chi entrava e ci vedeva giocare, voleva partecipare, si divertiva all’idea, apriva una discussione che si faceva subito colta, come può esserlo una tra laureandi o neolaureati.

“Perché Tennessee Williams è tra i lacché (4)?”
“Perché Francis Scott Fitzgerald è uno sputtanato (2)?”
“Chi cazzo è la Sontag per occupare una posizione così alta?”

Intanto un “mediocre macho” (6) Hemingway perdeva di fronte a una delicata Emily Dickinson semplicemente “femmina” (9). Una gerarchia fenomenologia dove brillavano gli astri incandescenti di Joyce, Eliot e Pound. Dove veniva premiata l’eleganza di Oscar Wilde che aveva l’onore del settebello per la sua omosessualità, vista come un plus e non come un’infamia. Dove si riscoprivano Melville, Whitman, Yeats e si defenestravano i melensi Steinbeck, Green, Somerset Maughan.”

 Lucio Trevisan – Ingratitudine (2011)

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