Il primo documentario della storia

Nanook of the North, o Nanuk l’eschimese, è un film di Robert Flaherty del 1922: è considerato il primo documentario lungometraggio della storia (Frank Zappa vi dedicò un intero concept album, Apostrophe, del 1974). Racconta la vita quotidiana una famiglia Inuit nel nord del Canada, tra ricerca di cibo e lotta per la sopravvivenza. Disse Flaherty: “Volevo mostrarli non dal punto di vista dell’uomo civilizzato, ma come si vedevano loro stessi”.

Frances Flaherty, moglie di Robert, e accreditata come sceneggiatrice, spiegò l’approccio con i nativi del luogo:

“Quando ci sorridono, noi siamo completamente disarmati e restituiamo loro il sorriso. Sono autentici e dobbiamo esserlo anche noi. Tutto quello che ci separa non esiste più. Malgrado le nostre differenze, o forse grazie ad esse, siamo una cosa sola. Questo sentimento di identità comune si trasforma in un’esperienza profondamente liberatrice, ma il problema è che al minimo gesto falso o artificiale il divario torna più forte di prima. E all’improvviso siamo di nuovo spettatori di alcune persone che si muovono sullo schermo e il sentimento di identità comune sparisce. La magia del film, secondo me, risiede nel fatto che gli Inuit non recitano. Sono.” (Fonte).

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