Cronache transalpine #2 – Tutto mi parla di te, o Italia

Il sistema scolastico del Paese in cui vivo è organizzato così: ogni sei settimane di scuola ce ne sono due di vacanze. Detto anche: ogni due mesi mezzo mese è gratis, detto anche: chiaro che poi siete degli ignoranti precisi (questo lo dicono gli italiani livorosi, quelli che “siamo evasori fiscali ma almeno sappiamo la storia del nostro Paese” “Appunto”). A cascata, conseguenze tipo che ogni sei settimane le famiglie e la società entrano in modalità ‘vacanze scolastiche ON’. Queste vacanze coincidono, più o meno, con i Morti, col Santo Natale, con Carnevale, con Pasqua e così via. La Francia è un Paese Superiore Che Ha Capito Tutto.

Le Péril Jeune. L’altro giorno, se passavi da Place de la Nation, trovavi alcune centin-decine di ragazzi in vacanza scolastica che no, non se la gettavano come ai miei tempi, ma protestavano in piazza nel nome di Leonarda. Se non sai chi è Leonarda forse non lo vuoi sapere. Leonarda sta scuotendo la République come nemmeno una prova di Dna rubata all’insaputa di un improvvido Presidente (anzi, ora che ci penso, forse era meglio che Hollande lo trovavano con le mani nella marmellata) (ma nulla osta che nelle prossime settimane, per distogliere l’attenzione) (ma l’hai visto Hollande, con tutti quei porri in viso? E come diventa quando è emozionato?). Perché meglio? Perché i Francesi saranno un popolo di musoni, depressi e cacacazzi ma almeno si godono la vita. Scopano. Guarda Mitterand, aveva due famiglie, uno stuolo di amanti da qui a qui. Guarda Sarkozy, ma sto divagando. Leonarda. A un certo punto intervistano in Kosovo il papà di Leonarda e quello parla in francese più o meno traballante, ma quando gli fanno le domande non risponde ‘Oui’, risponde ‘Sì’. Sì, capito? Italiano. IL PADRE DI LEONARDA PARLA ITALIANO. Dice che sono tutti nati in Italia. PURE LEONARDA. Ecco, non so voi, ma a me basta questo dettaglio per farmi saltare la mosca al naso.  Hollande, invece, va in conferenza stampa e: la ragazza può tornare, ma sola. SOLA (Ha quindici anni! Capisci che ti massacrano se ti dici una cosa del genere? Ma chi è il tuo consigliere, Ségolène Royal?) (Si dice che la grandezza di uno Statista si misuri anche in base alle persone di cui si circonda) (A-h-e-m).

Piazza d’Italia, capisci Gregory?

Tutto mi parla di te, o Italia. Alla Cinémathèque, che sono in crisi, autunno di grandi attrazioni con retrospettive su Bertolucci, i Coen (per vincere facile) e altra gente. Ah, e poi Pasolini e la mostra evento su Pasolini, che si chiama Pasolini Roma. Siccome i Francesi, che saranno musoni depressi cacacazzi libertini e tenuti in scacco da LEONARDA, sono anche sympa, hanno pensato di conciare per le feste le fermate di Rome (che sta a nord) e di Place d’Italie (che sta a sud). Place d’Italie è diventata per l’occasione Piazza d’Italia (big bang link: Corso di Francia a Roma che tutti chiamano Corso Francia, via Toledo a Napoli che tutti chiamano via Roma, o viceversa). E poi le foto di Pasolini, la Vespa, Anna Magnani, il lungotevere. Piazza d’Italia, capisci Gregory?

 Hai voluto la metropoli, come vibra di vita vissuta la metropoli. C’è questo concerto a Villejuif, che sta fuori Parigi, ma sulla 7. Allora prendo l’autobus e scendo a Place d’Italie (che sta sulla 7). Poliziotti, carabinieri, esercito, pompieri. Tutto transennato. Scusi, ma che sta succedendo? No niente, CI SONO DEGLI OSTAGGI IN QUELLA BANCA. Ah, ok.

 Il concerto è di Alex Beaupain (in Italia uno con quel cognome non diventava uno dei cantautori più promettenti della sua generazione) (in Italia non diventi, niente, mai), il quale Alex è sempre garrulo e buffo e ti fa fare sempre un sacco di risate tra una canzone depressa e l’altra, ma prima di lui c’era questa tipa, Claire Diterzi. Ora, non so voi, ma io sono abituato che gli artisti che vengono prima di quelli per cui hai pagato il biglietto sì ok che bello ma tra mezzora levati dalle palle. Claire Diterzi, vi sto lasciando il tempo per metabolizzare il nome. All’ingresso ci danno il foglietto, come A MESSA. Claire Diterzi, dice, ha passato un anno a Roma, alla Villa Médicis, totalmente pagata dal ministro della cultura, Frédéric Mitterand (sì, parente, di sinistra, dice, ma nel governo con Sarkozy) nell’ambito di un concorso a premi indetto dalla République (i dettagli sono nel foglietto che ho buttato), insomma non solo il disco e le canzoni ma soprattutto Claire è una matta sciroccata che, se non si capisse che un po’ ci marcia, avrebbe diritto alla patente di pazza precisa. Mi piace. Tanto che a un certo punto attacca la cover di 24mila baci, in italiano, con quella dolcissima cadenza che hanno solo le genti francofone che parlano italiano e io mi esalto, mi alzo in piedi e batto le mani e urlo LA SO LA SO, ma nessuno mi segue. D’altronde, si sa, i Francesi sono musoni e depressi. 

 

Poi sono tornato a casa, ho acceso la tv italiana e c’era Zoro in macchina col tassinaro, credo di aver riconosciuto la tangenziale est. La tangenziale est di Roma.

(Prima visione: ottobre 2013)

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