Cinematografo 2018 – Parte prima

Top of the tops

1 Paul Thomas Anderson – Phantom Thread (8,5) (“Magari li cerco, i guai”) (Meno addii alle scene, più colazioni) (Danny, COME ON)

2 David Lowery – A ghost story (8,5) (Biglietti agli amici) (Will Oldham, per esempio)

Intermezzo “Meridionale jammo jà” special thanks festival De Rome à Paris

3 Edoardo Winspeare – La vita in comune (7,5) (Elogio della dolcezza) (“T’aggio scritto una bella poesia” “Ma vaffanculo tu e le tue poesie”)

4 Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone – Gattacenerentola (7) (“Dovete essere all’altezza di essere napoletani!”)

5 Paola Randi – Tito e gli alieni (6.5) (“Linus, agg’ pinzato ca nun è cosa, ciao!”) (o anche: la bellezza di non leggere le trame prima)

Mens sana in corpore sano

6 Janus Metz – Borg Mc Enroe (6.5) (“Che ne sapete voi di cosa significa giocare a tennis?”)

7 Giacomo Durzi – Ferrante Fever (6,5) (“Sono una signora non diversa da tante altre”) (“I’m so fan of Lenù”) 

Peccati di gioventù, di botulino, di road movie, di meh, di teh

8 Paolo Virzì, Ella & John – The Leisure Seeker (Dai, facciamo che non è successo niente) (Un intramuscolo) (Paolo, torna in Italia)

9 Andrea MagnaniEasy un viaggio facile facile (Repetita iuvant, perseverare non proprio)

10 Guðmundur Arnar Guðmundsson – Heartstone (Che confusione) (Uscire dalla sala prima della fine del film è peccato mortale?) (No, se serve a salvarti la vita)

11 Eliza Hittman – Beach rats (To play, jouer, recitare: sono solo parole)  

Bonus revisione, ovvero: rispolverando i film dell’Olimpo
Érick Zonca, La vie rêvée des anges

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