In una storia un personaggio ha sempre bisogno di una ragione per quello che fa

“In una storia un personaggio ha sempre bisogno di una ragione per quello che fa. Anche quando sulle prime non sembra, in un secondo tempo la sottile architettura dell’intreccio e degli echi interni rivela immancabilmente l’esistenza di una causa. La narrativa non tollera una realtà amorfa più di quanto la luce possa ammettere le tenebre: è l’antitesi dell’informe, e perciò non può mai comunicarlo in maniera adeguata. Il caos è l’unica verità che la letteratura sarà sempre condannata a tradire, perché nella creazione delle sue delicate strutture, che evidenziano molti aspetti autentici della vita, la parte di verità legata all’incoerenza e al disordine non può che rimanere oscura.
Provavo la crescente impressione che nei miei scritti il grado di artificio superasse il grado di verità; che il prezzo da pagare per attribuire una forma a ciò che sostanzialmente ne è privo fosse simile a quello necessario per domare lo spirito di un animale con cui altrimenti sarebbe troppo pericoloso convivere. Si può osservare più da vicino la verità di una creatura selvaggia senza il rischio della violenza, ma è una verità dallo spirito alterato. Più scrivevo, più mi apparivano sospette la logica e la studiata bellezza ottenute grazie ai meccanismi della narrativa. Non volevo rinunciarvi: non volevo vivere senza quella consolazione. Volevo utilizzarle in una forma capace di contenere l’informe, per poterlo avvicinare così come ci avviciniamo al significato, e per poterlo affrontare”.

Nicole Krauss – La selva oscura (Guanda, trad. Federica Oddera)

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