Olivia Laing – Città sola

“Quando sono arrivata a New York ero a pezzi e, per quanto perverso possa sembrare, il mio modo di recuperare una sensazione di interezza non è stato incontrare qualcuno o innamorarmi, ma guardare le cose che gli altri avevano fatto e, grazie a questo contatto, lentamente comprendere che la solitudine e il bisogno non equivalgono al fallimento, ma indicano che siamo vivi.

C’è un processo di gentrificazione in atto nelle città e ce n’è uno che riguarda le emozioni. E il loro effetto è simile: omogeneizzante, sbiancante, attenuante. Tra i bagliori del tardo capitalismo ci viene inculcato che tutti i sentimenti difficili – depressione, ansia, solitudine, rabbia – dipendono solo da una instabilità chimica, che sono un problema da risolvere e non una reazione all’ingiustizia strutturale o, dall’altro lato, alla trama originaria della corporeità, del “tempo da scontare” per dirla con le parole memorabili di David Wojnarowicz “in un corpo in affitto”, con tutto il dolore e la frustrazione che ciò comporta.

Non credo che la cura per la solitudine sia incontrare qualcuno, non necessariamente. Penso che servano due cose: imparare a fare amicizia con se stessi e capire che molte delle cose che sembrano affliggere solo noi in quanto individui siano in realtà il risultato di forze più grandi come lo stigma e l’esclusione, a cui ci si può, e ci si dovrebbe, opporre.

La solitudine è personale, ed è anche politica. La solitudine è collettiva; è una città. E non ci sono regole su come abitarci, e non bisogna provare vergogna, basta ricordarsi che la ricerca della felicità individuale non travalica e non ci esime dai nostri obblighi reciproci. Siamo tutti sulla stessa barca, e accumuliamo cicatrici in questo mondo di oggetti, questo paradiso materiale e temporaneo che troppo spesso assume il volto dell’inferno. Ciò che conta è la gentilezza; ciò che conta è la solidarietà. Ciò che conta è essere vigili e sempre aperti, perché se abbiamo imparato qualcosa chi ci ha preceduto, è che il tempo dei sentimenti non dura per sempre”

Olivia Laing – Città sola (trad. Francesca Mastruzzo). 

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