Cinematografo 2018, 13 film

Riordinando appunti e quaderni dell’ormai anno scorso, a un certo punto ho pensato che avrei potuto fare una lista al contrario, cioè di film che proprio non mi calarono, malgrado i premi vinti e gli osanna di critica, pubblico e timeline in certi casi completamente boh, io non lo so

Ma poi mi sono ricordato che secondo gli astrologi della Rai questo 2019 sarà un anno spettacolare per i nati sotto il segno del Leone e quindi non mi andava di rovinare tutto e mettermi a litigare così, subito, e menare fendenti con la gente che se la prende sul personale come se uno gli dice stronzo tu e tutta a to’ razza, e così sono andato sul classico e ho pescato un pugno di film (tredici) che invece mi piacquero assai e mi pareva il caso di tenere a mente per gli anni che verranno, quando quel servizio streaming che non voglio manco nominare avrà distrutto ogni cosa e io mi aggirerò tra le balle di fieno del fu-Facebook blaterando cose tipo Io ve l’avevo detto cazzo! (no, sul serio: questa cosa che mi fu impedito di vedere Roma di Cuarón in sala – qui in Francia non è stato distribuito – non si rimarginerà mai. Mai) (Mai!) (e comunque, ora che ci penso, anche fare la lista dei film più belli non mette al riparo da liti e sciarratine: ai tempi di splinder di solito era il primo commentatore, sempre lo stesso, a scatenare l’inferno con EPPERÒ MANCA) (ma il problema non è il mezzo, quindi dai, fatevi sotto) (Mai cazzo, mai!).

Quella che segue non è una classifica ma una selezione (circa il 10% dei film visti nel 2018, annata non felicissima) (o forse ero io?). Nel primo gruppo i quattro che più amai e che per me pari sono (potrei passare le serate a citare dialoghi o scene a memoria) (sì, sono uno di quelli che dice “Hai presente quando?”) (che palle, veramente), nel secondo quelli che potevano tranquillamente stare nel primo ma mi girava così (o magari mancò qualcosa, o ci fu qualcosa di troppo, tipo gli ultimi dieci minuti di Lazzaro felice: Alice, perché? Perché?) e nel terzo gruppo alcuni film che mi arrivarono più alla testa, qualunque cosa voglia dire questa espressione. E quindi:

Paul Thomas Anderson – Phantom Thread
Alfonso Cuarón – Roma
Luca Guadagnino – Call me by your name
Hirokazu Kore-eda – Shoplifters/Une affaire de famille

+

David Lowery – A ghost story
Kirill Serebrennikov – Leto
Abdellatif Kechiche – Mektoub, my love: canto 1
Alice Rohrwacher – Lazzaro felice
Jafar Panahi – Three faces/Trois visages

+

Xavier Legrand – Jusqu’à la garde
Bertrand Mandico – Les garçons sauvages
Lukas Dhont – Girl
Matteo Garrone – Dogman

(Mai!)

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