20.6 – Cca supra

per certe curiose circostanze della vita, ieri mi trovai alla fermata dell’autobus di via Roma tra la Lidl e piazza San Domenico, sotto il pico del sole, potevano essere le due. C’è questa espressione tutta nostra, palermitana: fare i filini. E prima, sbucando da via Livorno, e notando il suddetto autobus sfilarmi da sotto il naso, come insegna la dura lex sed lex di quando devi prendere un autobus e arrivi dal punto cieco di una stradina, pensai: ecco, ora mi tocca fare i filini sotto il pico del sole chissà per quanto, chi glielo dice a questi turisti francesi con gli occhi spirdati dell’abbandono. 

E invece, mentre mi guardavo la punta delle scarpe stacco su cielo azzurro stacco su vetrina ‘accettiamo carta di cittadinanza’, ecco subito il secondo 101 in cinque minuti, preannunciato dal dito indice di una ragazzina puntato piatto nel vuoto nel modo tutto nostro, palermitano, di avvertire l’autista ‘ti devi fermare ti dissi’, e salendo c’era uno con una polo azzurra e una scritta Security che mi prese il biglietto dalle mani, me lo timbrò, me lo strappò, e mi disse: Arrivederci e buona giornata. Mi e che fu, che successe. Una solerzia da sentirsi importanti, figliol prodigo e principino che si degnò di tornare e quindi dobbiamo trattarlo bene. Che poi uno ci crede: sul 101 ora c’è anche l’aria condizionata. 

E sedendomi nei posti quelli a quattro, che bella frescura, la città iniziò a scivolarmi non dico addosso ma proprio sotto gli occhi, una cosa liquida ma tutta dritta, come dovrebbe essere e ancora non è. Ma via Libertà non fa testo. Uno se nella vita vuole stare al riparo basta che si fa avanti e indietro via Libertà due tre volte e ci passano tutte cose. Così era, così sarà. Ma questi pensieri li interruppe una ragazza davanti che si voltò rivelando le dite chiuse a coppetta sotto il naso e chiese alla signora seduta accanto a mese se per favore aveva un fazzolettino, la signora aprì la borsa, finse di cercare e disse No mi dispiace gioia non ce l’ho, e la ragazza ci restò male ma disse Grazie fa niente e allora io, sapendo di avere i fazzolettini nel marsupio che fai, continui pensando a quelle dita a coppetta?, e allora aprii la bocca per dire Io ce l’ho se vuoi ma la ragazza mi anticipò scuotendo la testa, lascia stare, tutto a posto, ho risolto, anche se non era vero. Pensai forse si crede che le do il fazzoletto e poi mi piglio tutto il braccio, ma non feci in tempo a terminare il malinteso del ragionamento perché il 101 ora stava circumnavigando la Statua e io cominciai a scuotere la testa di qua e di là perché dovevo scendere e non mi ricordavo se c’era una fermata all’inizio di via Croce Rossa o no, e di scoppare fino a piazza De Gasperi non avevo voglia, e mentre mi agitavo Che faccio che non faccio la signora accanto a me mi lesse nel pensiero e mi rispose che camminare là fuori con questo caldo è da pazzi, io mi stassi tutt’u journu cca supra, chi friscu chi c’è.

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