Pas vrai?

Cinema più Parigi, uguale, due punti: fine agosto di un altro decennio, vento caldo, un parco che avrei assai amato più di un lustro dopo, seduto sull’erba, i piedi nudi, un giornaletto che si chiama Pariscope con gli eventi di questa città che non era prevista, lo sto sfogliando per la prima volta, brivido alla sezione film, devo dirglielo quando torno a Roma, ma lo sai che qui nei cinema danno tutti i film del mondo, pas vrai, e in effetti, visto da qui, dall’altro decennio, no che non lo era, ma era comunque abbastanza a placare voglie e languori, i cinema da subito preferiti, i cinema con le sedie scassate e quelli con le macchie sospette, i cinema enormi e quelli minuscoli, i cinema come questo, il Reflet Médicis, non il più bello, ma sexy sexy sexy, la programmazione, le file che arrivano fino a rue des écoles, il bar di fronte, Sorbona di qua, Saint-Michel di là, i fili elettrici volanti, queste scale che portano alla sala 2 (o era la 3?), i cessi da chiudere con la punta del piede, la rassegna Un certain regard, tornando a casa a piedi le notti: giusto per citare due o tre cose che non rientrano più nell’ordine naturale, in questi giorni, troppi giorni, pas vrai?

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Kings of convenience – I don’t know what I can save from you (Röyksopp Remix)

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