There’s an Armie on the dance floor

Stamattina mi sono svegliato con ancora nella testa Love my way degli Psychedelic Furs e già in corridoio mi sono messo a ballare come Armie Hammer (“There’s an ARMIE on the dance floor”) (“Ma davvero? Li abbiamo visti anche noi in concerto! Siamo andati fino a Londra in àutostop!”) e mentre aspettavo il caffè e continuavo a saltellare in cucina ho ripensato alla serata di ieri, a tutta una serie di congiunzioni, al fatto che resistere resistere resistere mentre là fuori già tutti l’avevano visto (“Eravamo rimasti gli ultimi in tutto l’Occidente”) è servito a qualcosa, che per la prima volta le aspettative stellari non solo non sono state deluse ma, anzi, hanno raggiunto vette siderali di totalità (“Timothée”) (“Guadagnino”) (“Sufjan”) (“Because I thought you should know”) (“Anche se hanno preso the-right-but-wrong Garrel”), e poi, dopo, later, a quando siamo usciti e c’era il vento gelido e al bistrot, eravamo cinque, era mezzanotte e facevamo gli scemi e le sceme col cameriere Simon (“Nico comme Nicolas?” “Non, Nico comme Nico et basta” “Ah bon?”) e ho scoperto che la nonna della mia amica seduta accanto a me alcuni decenni fa tradusse il libro di E. M. Forster da cui fu tratto il film che in pianta stabile sta nel mio Olimpo, indétrônable, e così, mentre il caffè usciva dalla macchinetta, io pensavo a Maurice, Elio, Oliver, il padre di Elio, la nonna della mia amica, James Ivory, sempre James Ivory, viva James Ivory e intanto ballavo ballavo ballavo looove myyy waaay.

Intanto là fuori #7

Greg Berlanti, che è uno dei produttori/autori più importanti della tv americana, si è sposato con Robbie Rogers, che fu giocatore dei L.A. Galaxy, squadra di calcio in cui militò anche David Beckham. Du coup, i gay nel calcio esistono? Esistono.

Call me by your name: Armie e Timothée da Ellen.

Gus Van Sant etc: what’s queer at the 2018 Sundance Film Festival?

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Intanto là fuori #2

Drama

Settimana drammaticamente segnata dalla vicenda Kevin Spacey. Che dire. Forse meglio mettere da parte la questione della violenza (esiste ancora una cosa chiamata giustizia, credo) o anche la ridicola gestione del tutto da parte di Netflix, e concentrarsi sulla questione che più mi sta a cuore: il coming out. Negli Stati Uniti Spacey è stato espulso dal consesso, in modo più o meno argomentato (e ridicolo, patetico, ipocrita, meschino). Non so, giudicare i coming out degli altri non mi viene facile. Ma, di fatto, ha ragione Billy Eichner. E anche Bordone, specie quando, a proposito delle interpretazioni delle parole degli altri, dice “Io sono ateo e sono un osservatore esterno: mi interessa quello che fai e dici, non quello che senti nel profondo”.

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