Ettore Sottsass – Scritto di notte

“Chi tiene nelle mani questo libro tiene nelle mani (forse) un uomo nudo, tutt’al più con le mutande. Si sa che il corpo di un uomo nudo, anche se è vestito di mutande, è un corpo fragile, esposto all’aggressione dei climi, alle unghie dell’amante, alle armi da taglio, alle spade e ai coltelli, agli sputi delle folle, alle risate dei sapienti. Il corpo di un uomo nudo è fragile, si sa, e se lo hai nelle mani, ti prego di avere pazienza, ti prego di toccarlo adagio”

“Sulla mia vita in generale non ho granché di eccezionale o avventuroso da dire: non ho vinto battaglie, non ho assalito banche, non ho truffato nessuno, non ho avuto miliardarie per amanti, non ho pensato, mai, di essere al centro del mondo, non ho mai detto agli altri come dovevano essere e tanto meno ho guidato popoli al massacro. Dell’infanzia poi, non ho proprio niente di speciale da ricordare”.

Ettore Sottsass, Scritto di notte

Thomas Bernhard – Camminare

“Mentre io, prima che Karrer impazzisse, camminavo con Oehler solo di mercoledì, ora, dopo che Karrer è impazzito, cammino con Oehler anche di lunedì. Poiché Karrer veniva a camminare con me di lunedì, ora che Karrer non viene più a camminare con me di lunedì, Lei venga a camminare con me anche di lunedì, dice Oehler, ora che Karrer è impazzito ed è subito finito su allo Steinhof. E senza esitare ho detto a Oehler: bene, camminiamo anche di lunedì, ora che Karrer è impazzito ed è allo Steinhof. Mentre noi di mercoledì camminiamo sempre e solo in una direzione (verso est), di lunedì camminiamo verso ovest, curiosamente camminiamo molto più in fretta di lunedì che di mercoledì, è probabile, penso, che Oehler abbia sempre camminato molto più in fretta con Karrer che con me, perché di mercoledì cammina molto più adagio, di lunedì molto più in fretta. Per abitudine, vede, dice Oehler, cammino molto più in fretta di lunedì che di mercoledì, poiché ho sempre camminato molto più in fretta con Karrer (quindi di lunedì) che non con Lei (di mercoledì)”.

Thomas Bernhard – Incipit di “Camminare”

No matter how many skies have fallen

E insomma sono a Londra, in questa libreria in cui non ero mai stato, Foyles, e vengo attirato da questo libro, non tanto perché è tra i libri più venduti in questo momento in questo buffo paese (figurati se mi fido delle classifiche stilate in base ai gusti di gente dal gusto così, ehm, discutibile), piuttosto la copertina, associazioni libere, che mi riporta ai libri minimum fax di xmila anni fa, tipo Mosca più Balena di Parrella o Escluso il cane di D’Amicis, ma anche, succede così, un vecchio disco del cantante Moltheni che a lungo rimase a guardarmi dal ripiano della libreria puntato direttamente sul letto della stanzetta sulla Cassia ma che ora ho perso e non esiste nemmeno su Spotify e, mentre prendo in mano il libro di Ali Smith e già so che lo comprerò perché mi sono detto in questa breve vacanza che ‘Basta accampare scuse tipo Sai, è colpa del francese’ e quindi devo rimettermi seriamente almeno a leggere in inglese non è che posso continuare a balbettare franglish voglio dire alla gente sai che gliene importa degli impedimenti tuoi, ecco, leggo l’incipit

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