Jeanne Dielman, 23 rue du commerce, 1080 Bruxelles

Camera da letto anni ’70. Carta da parati, soprammobili, quadri antichi, lampadario vecchio stile. Una stufa elettrica riscalda l’ambiente. Il figlio è a letto, sdraiato sul fianco. Legge senza alzare gli occhi dal libro, illuminato da una piccola abat-jour. Entra Jeanne, fa il giro del letto, spegne la stufa, poi si siede sul letto e dà due baci della buonanotte al figlio (che nel frattempo ha cambiato posizione e ora è disteso a pancia sopra). Jeanne sta per uscire dalla stanza, ma proprio sull’uscio, rompe il silenzio che va avanti da diversi minuti.

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Dramma della gelosia, 1970

Oreste: Furono giornate indimenticabili… Sette mesi… Uno meglio dell’altro… La domenica andavamo ar mare su queste nostre spiagge italiane che tutto er monno ci invidia ma che sono una grande zozzeria… catrame, gatti morti, cinti erniari, guanti di Parigi…
Giudice: cosa c’entra col processo? Si attenga all’argomento
Oreste: Signor Presidente ma lei lo sa che a Roma due esseri che si amano nun sanno dove mettere piede perché è tutta una montagna di monnezza? Sette colli e sette colli de monnezza! È la città più zozza d’Europa… E gli stranieri dicono che fa schifo, ma più schifo fanno quelli der Comune che so’ solo capaci di farsi eleggere per aver potere.

Nello: Che tu fai, piangi?
Adelaide: Noo, è che so’ cascata per le scale.

Adelaide: Nello, il nostro è un amore impossibile…Senti, fàmo ‘na cosa, ammazziamoci
Nello: Quando, ora? Ma… non so se…
Adelaide: Eh? No?
Nello: No…
Adelaide: e allora… lasciamoci per sempre…famo finta di non essercisi mai amati…anche se dentro i cuori piangeranno… Nello vai via, vattene, esci dalla mia vita in punta dei piedi, va’, vai via?
Nello: io resto…
Adelaide: no, vai via, e non voltarti, e non parlare… i grandi dolori sono muti

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Ettore Scola, Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca), 1970
Sceneggiatura: Age&Scarpelli, Scola